Solbiate Olona, Chiesa parrocchiale di S.Antonino Martire
Fagnano Olona, santuario Madonna della Selva
<h1>Comune di Olgiate Olona</h1> <h2></h2> <p style="text-align: center;"><img src="../../upload/comune_olgiate.jpg" alt="Comune di Olgiate Olona" title="Comune di Olgiate Olona" /><br />&nbsp; &nbsp;</p> <p>Il paese &egrave; bagnato dal fiume Olona, che scorre nell'omonima valle. La citt&agrave; pi&ugrave; vicina ad <strong>Olgiate Olona</strong> &egrave; Busto Arsizio, dal cui centro dista 3 km (da Varese comune capoluogo dista 25 km). Il comune di Olgiate Olona &egrave; diviso in tre "rioni": Centro, Gerbone e Buon Ges&ugrave;. Ogni rione ha una scuola elementare e una propria chiesa con annesso oratorio. Il "Centro" &egrave; il rione pi&ugrave; antico e vi si trovano la sede del municipio, la biblioteca comunale, la scuola media e la storica villa Greppi-Gonzaga.</p> <p>&nbsp; &nbsp;</p> <p><strong><img src="../../upload/comune/olgiate1.jpg" alt="Villa Greppi-Gonzaga, Olgiate Olona" title="Villa Greppi-Gonzaga, Olgiate Olona" style="float: left; margin: 5px;" />Villa Greppi-Gonzaga</strong> &egrave; di propriet&agrave; comunale, da essa si ammira un bel panorama delle Prealpi e della pianura milanese; &egrave; un edificio risalente alla prima met&agrave; dell&rsquo;Ottocento, costruito sull&rsquo;area di una villa seicentesca di dimensioni molto pi&ugrave; ridotte. Ad oggi, nel complesso di Villa Gonzaga, trovano posto una parte del Municipio di Olgiate Olona, le scuole elementari Ferrini, la biblioteca comunale, una casa di riposo, una cooperativa, il campo di atletica leggera (che utilizza la lavanderia come piccola palestra) e un grande parco. Le restanti parti dell&rsquo;edificio sono abbandonate.</p> <p>&nbsp; &nbsp;</p> <p>A partire dalla met&agrave; Ottocento, il crescente sviluppo economico sottrasse la quasi totalit&agrave; delle persone dal lavoro dei campi per impiegarle nelle manifatture tessili che sorgevano lungo l'Olona. A memoria dell'antico trascorso agricolo, restano alcune aziende particolarmente attive nella coltivazione e commercializzazione di piante ornamentali e da frutta.</p> <p>&nbsp; &nbsp;<br />Alcune testimonianze archeologiche, venute alle luce agli inizi del nostro secolo ricordano di due necropoli presumibilmente di et&agrave; romana. Olgiate Olona fu durante il Medioevo centro di riferimento religioso e amministrativo, prima all'interno del contado del Seprio, e dal 1395 nel Ducato di Milano. Dopo la distruzione di Castelseprio, nel 1287, durante le lotte tra i Visconti e i Della Torre, gli olgiatesi vennero a dipendere per la giustizia criminale da Gallarate.</p> <p>&nbsp; &nbsp;<br />Numerosi resti testimoniano l'esistenza di un insediamento romano: una necropoli gallo-romana con fittili e ferri, monete di Lucio Vero (imperatore dal 161 al 169), spade, punte di lance, morsi e striglie. A cento metri dal centro del paese, nel mezzo della Valle Olona, scavando nella sabbia poco lontano dal letto del fiume si rinvennero a circa un metro e mezzo di profondit&agrave; avanzi di un pavimento ciottolato di grossi travi squadrati e ferri falcati che indicavano la presenza di costruzioni di epoca remota. Resti di tombe romane furono rinvenuti nel 1900 nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, mentre cocci e ossa umane databili alla tarda et&agrave; romana (III-IV secolo dopo Cristo) furono trovati nel Seicento in seguito a lavori di scavo e di sotto delle fondazioni. Nel 1900 a valle della chiesa parrocchiale furono dissepolte parecchie urne funerarie, consistenti in anfore peduncolate che contenevano ossa calcinate e vasi fittili. Le anfore scomparvero e con esse le testimonianze di una necropoli romana a Olgiate. <br />Nel letto del fiume, nel 1903, si rinvenne poi un'iscrizione barbarica che ricorda la distruzione di Como. Oggi &egrave; custodita al Museo archeologico di Milano.<br />&nbsp; &nbsp;<br />Nel borgo originario era sito anche un bellissimo castello, ancora in piedi nel XII secolo. Le planimetrie sette-ottocentesche che rappresentano un abitato ancora a forma anulare fanno pensare a fortificazioni con fossati e palizzate.<br />Restano in via Tovo e via san Genesio interessanti esempi di edifici rurali medioevali.</p> <p>&nbsp; &nbsp;<br />Presso la sede del Comune di <strong>Olgiate Olona</strong> &egrave; attiva una Biblioteca specializzata in Storia dell'Arte e della Musica, ricca di circa 15.000 volumi, raccolti da Guido Ceriotti nell'arco di sessant'anni e destinata alla pubblica consultazione, nell'intento di mettere a disposizione della cittadinanza, ma anche di tutti gli studiosi, un valido strumento di cultura, di educazione e di lavoro.</p> <p><br />A <strong>Olgiate Olona</strong> si trovano infine:</p> <p><strong><img src="../../upload/comune/olgiate2.jpg" alt="chiesa prepositurale dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo, Olgiate Olona" title="chiesa prepositurale dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo, Olgiate Olona" style="float: left; margin: 5px;" />Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri</strong></p> <p>La Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona&ldquo; &egrave; la chiesa madre&rdquo; dell&rsquo;annuncio e della diffusione del Vangelo in Valle Olona e nel territorio circostante; trasuda e tramanda la prestigiosa Storia di fede e arte delpopulus olgiatensis ed &egrave; l&rsquo;esito di vari rifacimenti, abbellimenti, restauri avvenuti nella chiesa invernale Santo Stefano protomartire (di cui l&rsquo;attuale tempio conserva i pilastri sotto le prime sei colonne; il muro della facciata &egrave; spinapesce, tecnica costruttiva medioevale) gi&agrave; nel V secolo sede della Pieve ecclesiastica esistente da tempo immemorabile. Nonostante i reiterati inviti dei vertici ecclesiastici, a Olgiate Olona il clero e la popolazione - in larga parte contadini e poveri - nei secoli assicurarono ben poco decoro alla chiesa Santo Stefano protomartire che all&rsquo;indomani della traslazione della sede della Pieve ecclesiastica (4 aprile 1583) si presentava degradata e fu riparata usando i ruderi dell&rsquo;antica chiesa estiva San Lorenzo, tempio coevo che le sorgeva accanto. Ai lavori di miglioria avvenuti nel Settecento e Ottocento eseguiti per adeguare il culto alle esigenze del crescente numero di fedeli, nel Novecento seguirono due ampliamenti e due consacrazioni effettuate da arcivescovi ambrosiani oggi Beati: il 27 agosto 1918 Andrea Carlo Ferrari, il 18 aprile 1936 Alfredo Ildefonso Schuster. Oggi la Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri presenta un volto omogeneo all&rsquo;esterno (eccetto il pronao: edificato negli anni Cinquanta del Novecento stravolgendo la facciata realizzata nel 1784-1785) grazie alle linee architettoniche progettate per il secondo ampliamento dall&rsquo;architetto milanese Ugo Zanchetta e all&rsquo;interno (eccetto la cappella Madonna del Rosario) grazie alle opere pittoriche eseguite dal 1943 al 1946 dall&rsquo;artista comasco Torildo Conconi (1909-1988). La zona absidale - rinnovata nel 1973 secondo le norme liturgiche del Concilio ecumenico Vaticano II - accoglie l&rsquo;altare maggiore - disegnato nel 1810 dal celebre architetto milanese Pietro Pestagalli (1776-1853), spostato due volte, rinnovato in parte - con due statue dello statuario ravennate Gaetano Monti; sulla parete di fondo la tela Martirio di Santo Stefano, su quella di sinistra la tela LaConversione di Saulo. La cappella Madonna del Rosario (edificata nel 1525 dagli Olgiatesi come ex voto per ringraziare la Vergine dopo la peste &ldquo;terribile&rdquo; del 1524, ampliata a pianta ottagonale alla fine del XVIII secolo; riportata allo splendore originale col restauro del 2007-2008) &egrave; il luogo sacro pi&ugrave; caro al populus olgiatensis e presenta: nella volta policromi e monocromi ispirati alla gloria della Madonna e di Ges&ugrave; eseguiti nel 1784-1785 dal bustocco Biagio Bellotti (1714-1789); sulle pareti monocromi ispirati ai misteri del Rosario e un trittico con allegorie; l&rsquo;altare in marmi policromi costruito nel 1799 con una nicchia che accoglie il prezioso e venerato simulacro ligneo secentesca della Madonna del Rosario e tre statue dello statuario Geremia Pruvini collocate nel 1877; sulle pareti dell&rsquo;arco di ingresso i resti delle pitture eseguite nel 1525 da Giovanni Bellino Crespi. Nella cappella battistero il fonte battesimale in granito rosso &egrave; quello realizzato da Giovanni Maria Giudici di Saltrio nel 1572. Nella balconata a sinistra dell&rsquo;altare maggiore &egrave; ubicato l&rsquo;antico organo a canne del XIX secolo restaurato nel 2001. La Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona &egrave; affiancata dall&rsquo;ottocentesco campanile torre civica a guglia la cui cella campanaria ospita sei campane fuse nel 1864 dalla celeberrima fonderia Felice Bizzozero di Varese, una delle quali rifusa nel 1950 dalla fonderia Ottolina di Seregno.<br />&nbsp; &nbsp;<br /><em>( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori ed esaurienti notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012<br />&nbsp; &nbsp;<br /><span style="font-size: xx-small;">NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PU&Ograve; ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L&rsquo;AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL&rsquo;AUTORE</span></em><br />&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p> <p><strong><img src="../../upload/comune/olgiate3.jpg" alt="chiesa di San Gregorio Magno, Olgiate Olona" title="chiesa di San Gregorio Magno, Olgiate Olona" style="float: left; margin: 5px;" />Chiesa San Gregorio magno &ldquo;al lazzaretto&rdquo;</strong></p> <p>La chiesa San Gregorio magno &ldquo;al lazzaretto&rdquo; di Olgiate Olona ha oggi un volto rinnovato grazie ai recenti restauri conservativi eseguiti nel 2011 all&rsquo;esterno e nel 1998 all&rsquo;interno; ma le sue pietre e i suoi lineamenti architettonici sono pi&ugrave; antichi: infatti, trentadue decenni di storia caratterizzano questo luogo di culto caro ai fedeli olgiatesi.</p> <p>La storia della chiesa San Gregorio magno evidenzia tre tratti caratteristici: il mistero della morte e della sofferenza umana; il culto eucaristico; l&rsquo;educazione della giovent&ugrave;. Il mistero della morte e della sofferenza, perch&eacute; la chiesa, benedetta nell&rsquo;aprile 1688, non sorse su un lazzaretto (adibito al ricovero di persone appestate), bens&igrave; fu edificata grazie al conte Giuseppe Besozzi che don&ograve; il terreno per erigere un oratorio laddove oltre mezzo secolo prima furono sepolti gli olgiatesi morti a causa della pestilenza del 1631. A Olgiate Olona la peste bubbonica (evocata da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi) fu assai peggiore della &ldquo;peste terribile&rdquo; del 1524 e port&ograve; alla tomba un quarto della popolazione. Un secolo dopo la costruzione del tempio, quando fu interrotta l&rsquo;usanza di seppellire i defunti dentro le chiese o nei cimiteri e sepolcreti attigui, nel 1783 il sepolcreto della chiesa San Gregorio magno e l&rsquo;area adiacente - il &ldquo;foppone&rdquo; di San Gregorio (compresa tra le attuali vie Isonzo e Brennero) - divennero l&rsquo;unica area adibita a sepoltura; nel 1785 un &ldquo;foppone&rdquo; fu creato in frazione Buon Ges&ugrave; per i residenti di quel rione. A seguito delle disposizioni degli imperatori d&rsquo;Austria Maria Teresa e Giuseppe II e dell&rsquo;editto di Saint-Cloud (1804) che imposero di seppellire i defunti lontano da chiese e abitazioni, nel 1824 il&ldquo;foppone&rdquo; di San Gregorio, gi&agrave; ubicato fuori dell&rsquo;abitato, divent&ograve; il primo e unico cimitero di Olgiate Olona; il 4 settembre 1824 la prima tumulazione che &ldquo;inaugur&ograve;&rdquo; il camposanto fu quella di don Giulio Redaelli, parroco dal 1790 al 3 settembre 1824. Il&ldquo;foppone&rdquo; di San Gregorio fu ampliato nel 1866 e fu utilizzato fino alla creazione del cimitero civico di viale Gonzaga ancora oggi in uso: l&rsquo;ultima sepoltura avvenne il 26 dicembre 1908; la soppressione del vecchio cimitero fu deliberata il 7 ottobre 1933 e inizi&ograve; la traslazione di alcuni resti di defunti e monumenti; l&rsquo;esumazione totale e la ripulitura del &ldquo;foppone&rdquo; non fu operazione breve e termin&ograve; nei primi anni Cinquanta del Novecento (sull&rsquo;area sorsero poi palazzine di edilizia popolare ancora oggi esistenti). Quanto alla sofferenza, in chiesa San Gregorio magno da sempre fu presente una statua lignea della Madonna addolorata (la cui festa liturgica &egrave; celebrata il 15 settembre) venerata dagli olgiatesi nei momenti del dolore e della prova. Fu cos&igrave; a settembre 1884: il parroco don Pietro Colombo espose per tre giorni in chiesa Santo Stefano il simulacro dell&rsquo;Addolorata per invocare la liberazione dal contagio; Olgiate Olona fu risparmiata dalla peggiore epidemia di colera in Italia nell&rsquo;Ottocento. Fu cos&igrave; a settembre 1942: mentre infuriava la &ldquo;bufera&rdquo; della seconda guerra mondiale, le mamme e le spose dei soldati portarono in processione l&rsquo;Addolorata per implorare la pace; e, fatto voto alla Vergine, a guerra finita le donne delle associazioni cattoliche regalarono il nuovo simulacro ligneo proveniente dalla Val Gardena. &Egrave; cos&igrave; ogni anno a maggio, mese mariano: una sera della settimana i fedeli recitano il Rosario nella chiesa. Il secondo tratto caratteristico nella storia della chiesa San Gregorio magno di Olgiate Olona &egrave; il culto eucaristico. Il tempio fu scelto come luogo di preghiera dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Olgiate Olona eretta canonicamente nel 1604 che per secoli e fino a met&agrave; del Novecento si riun&igrave; nel tempio a pregare&nbsp;con la liturgia delle ore (i vespri delle festivit&agrave;, l&rsquo;ufficio della Madonna e dei defunti) e il Rosario. Ci&ograve; spiega l&rsquo;iconografia visibile in San Gregorio magno fino a quando fu restaurata nel 1998: nella volta absidale le iscrizioni&ldquo;Adoramus Christum benedicimus tibi&rdquo; (&ldquo;Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo&rdquo;) e un ostensorio col Santissimo Sacramento appoggiato su un velo rosso che aleggia in un cielo azzurro con nuvoloni bianchi (nel 1998 coperto con una colomba); nel catino absidale i simboli delle tre virt&ugrave; teologali (calice e patena per la fede; &agrave;ncora per la speranza; cuore da cui sgorgano sangue e acqua per la carit&agrave;; nel 1998 coperti con tre medaglioni sempre coi simboli delle virt&ugrave; teologali); nella volta della navata un agnello con croce (simbolo di Ges&ugrave; &ldquo;agnello di Dio che toglie i peccati del mondo&rdquo;) seduto sopra un messale che aleggia tra le nubi del cielo (unico dipinto mantenuto nel 1998). La Confraternita del Santissimo Sacramento si preoccup&ograve; pure della manutenzione della chiesa - sentita come &ldquo;propria&ldquo;, giacch&eacute; usata da secoli per pregare - e finanzi&ograve; l&rsquo;installazione di tre campane fuse dalla ditta Barigozzi di Milano: benedette il 2 febbraio 1905 dal parroco don Francesco Basilico, scamparono alle requisizioni di bronzo avvenute durante la seconda guerra mondiale. Il terzo tratto caratteristico nella storia della chiesa San Gregorio magno di Olgiate Olona &egrave; l&rsquo;educazione della giovent&ugrave;. Grazie all&rsquo;impegno del parroco don Pietro Colombo, il tempio accolse l&rsquo;oratorio festivo dal 1875 al 2 febbraio 1881, quando l&rsquo;oratorio femminile trasloc&ograve; nei locali dell&rsquo;asilo privato di via del Pozzo fondato dal sacerdote e gestito dalle suore. L&rsquo;educazione della giovent&ugrave; fu potenziata quando il principe Emanuele Gonzaga, sindaco di Olgiate Olona dal 1890 al 1896, regal&ograve; un terreno adiacente alla chiesa San Gregorio magno dove nel 1901 il parroco don Francesco Basilico inaugur&ograve; il nuovo &ldquo;oratorio festivo per i figliuoli&rdquo; definito &ldquo;vera provvidenza per la giovent&ugrave; e per una parrocchia&rdquo;. Premesso che a San Gregorio magno &egrave; intitolata la Comunit&agrave; pastorale costituita nel 2008 (riunisce le tre parrocchie di Olgiate Olona), in concomitanza col mercato cittadino che si tiene sulla piazza adiacente la chiesa San Gregorio magno &egrave; aperta ogni marted&igrave; mattina e viene celebrata la messa alle ore 8.30. Dal 2009 il decoro e la pulizia della chiesa sono garantiti dal Gruppo Alpini di Olgiate Olona che ha realizzato il coro ligneo (dove &egrave; incastonata una reliquia del Santo) e che nel tempio periodicamente prega per le proprie intenzioni e per le &ldquo;penne nere che sono andate avanti&rdquo;.<br />&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p> <p><em>( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012<br />&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br /><span style="font-size: xx-small;">NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PU&Ograve; ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L&rsquo;AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL&rsquo;AUTORE</span></em></p> <p>&nbsp; &nbsp;</p> <p><strong><img src="../../upload/comune/olgiate4.jpg" alt="chiesa di s. Antonio Abate e Monastero dei Carmelitani, Olgiate Olona" title="chiesa di s. Antonio Abate e Monastero dei Carmelitani, Olgiate Olona" style="float: left; margin: 5px;" />Chiesa Sant'Antonio abate a Moncucco</strong></p> <p>La chiesa Sant&rsquo;Antonio abate a Moncucco (&ldquo;Moncucco&rdquo; evoca non un monte, ma un cocuzzolo: chiesa e monastero sovrastano la valle dell&rsquo;Olona) di Olgiate Olona fu edificata nel Cinquecento dai Carmelitani dell&rsquo;antica osservanza con un piccolo convento attiguo; esisteva pure un cimitero, visibile ancora nel 1689. Dopo che a ottobre 1652 papa Innocenzo X decret&ograve; la soppressione dei piccoli conventi, il convento di Moncucco ( &ldquo;in loco Monguccij seu Moncucchi&rdquo; ) da sempre caratterizzato dalla condotta assai discutibile dei pochi religiosi in esso dimoranti (osservanza e regole monastiche nulle, attriti col clero locale) fu chiuso il 30 maggio 1653 dall&rsquo;arcivescovo Alfonso Litta. Chiesa, convento e relativi beni furono eretti in commenda (un ecclesiastico ne percepiva le rendite) e il complesso conobbe rinnovato splendore dal 1670, quando beneficiario divenne monsignor Carlo Bozolo (a Milano canonico prima della basilica San Nazaro di Milano e dal 1675 del Duomo) che imprezios&igrave; la chiesa erigendo la cappella del Crocifisso, miglior&ograve; culto e arredi, garant&igrave; un&rsquo;amministrazione efficiente. Ritornata alla parrocchia Santo Stefano nel Settecento, geograficamente e pastoralmente strategica (per custodire l&rsquo;Eucaristia da portare ai moribondi residenti in questa frazione del paese lontana e soprattutto in inverno difficilmente raggiungibile), la chiesa Sant&rsquo;Antonio abate fu abbellita a fine dell&rsquo;Ottocento: nel 1864 la campana della fonderia Bizzozero di Varese (rifusa nel 1883 dalla fonderia Crespi di Crema), nel 1889 il pronao, nel 1890 l&rsquo;altare maggiore. Nella chiesa di Moncucco il culto e la devozione - legati a Sant&rsquo;Antonio abate (la statua lignea venerata &egrave; del XVIII secolo) e alla Beata vergine Maria del Monte Carmelo (Madonna del Carmine: patrona dei Carmelitani) - furono impreziositi dalla Festa del Santo Sepolcro (o della Santa Croce) nata nel 1886 &ldquo;in seguito a desiderio di diversi devoti che si onorasse il S.&deg; Crocefisso&rdquo; (simulacro del XVII secolo custodito e venerato in chiesa con altri due: Ges&ugrave; morto del XVIII secolo; Piet&agrave; del XIX secolo, opera della celeberrima &ldquo;Fratelli Bertarelli&rdquo; di Milano), celebrata alla domenica &ldquo;delle palme&rdquo;; dopo che nel 1936 l&rsquo;arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster cambi&ograve; nome (Festa della Piet&agrave;) e data (domenica dopo Pasqua), si port&ograve; in processione solo la Piet&agrave;. Dal 2013 la Festa del Santo Sepolcro &egrave; valorizzata traslando i tre simulacri nella Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri alla prima domenica di Quaresima e poi portandoli in processione per le vie del paese la domenica &ldquo;delle palme&rdquo;. Gli affreschi nella chiesa presentano: nella fascia alta una Annunciazione vicino all&rsquo;arco dell&rsquo;altare maggiore e sulle pareti figure e simboli che evocano gli attributi mistici della Madonna; sulle pareti nella fascia bassa decorazioni, San Carlo Borromeo, Santa Barbara. Nell&rsquo;altare ligneo della cappella Beata vergine Maria del monte Carmelosono incastonate due tele raffiguranti la Beata Caterina Moriggi da Pallanza e la Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio. Col tempo la chiesa Sant&rsquo;Antonio abate cadde nel degrado e a poco valsero alcuni lavori eseguiti nei primi due decenni del Novecento; nel 1939 l&rsquo;arcivescovo Schuster sugger&igrave; un restauro, ma sugli Olgiatesi gravavano i debiti del secondo ampliamento della Prepositurale; il restauro fu eseguito nel 1955 (facciata sistemata occultando gli affreschi esistenti e rimodulando le linee architettoniche del pronao) e il tempio fu riaperto al culto a beneficio dei residenti nel rione con la celebrazione di una messa festiva (abolita nel 2004, perch&eacute; partecipata sempre meno dai residenti e sempre pi&ugrave; per comodit&agrave; d&rsquo;orario). Nella seconda met&agrave; del Novecento nell&rsquo;ex convento i proprietari ricavarono abitazioni, mentre la chiesa Sant&rsquo;Antonio abate fu oggetto di lavori e abbellimenti: nel 1957 nuova statua della Madonna del Carmine; nel 1971 riparazioni al tetto, nel 1989 nuove porte, nel 1994&nbsp;deciso restauro per tetto, campanile, cappelle laterali. La chiesa Sant&rsquo;Antonio abate, curata prima dalla Fabbriceria e poi da alcuni volontari, poco considerata dagli studiosi e solo dai pi&ugrave; attenti indicata tra gli unici siti storico-artistici di interesse turistico presenti a Olgiate Olona, ogni anno torna a brillare. Il 17 gennaio alla festa patronale grazie a un tenace gruppo di volontari che promuove un programma di eventi che armonizzano sacro e profano e riscuotono apprezzamento e partecipazione: al mattino messa solenne con benedizione del pane di Sant&rsquo;Antonio e bacio della reliquia del Santo, nel pomeriggio vespri solenni seguiti da benedizione degli animali e fal&ograve; per i bambini, alla sera concerto e fal&ograve; di Sant&rsquo;Antonio. Si &egrave; gi&agrave; detto della Festa del Santo Sepolcro. A maggio, mese mariano, in chiesa Sant&rsquo;Antonio abate una sera a settimana si recita il Rosario. Il 16 luglio &egrave; la festa liturgica della Madonna del Carmine: in passato solenne, ora si celebra una messa serale. La chiesa Sant&rsquo;Antonio abate a Moncucco testimonia che gli olgiatesi non dimenticano Storia, tradizioni e gesti di fede ereditati dalle generazioni che li hanno preceduti: le migliorano, perch&eacute; tramandano nel tempo valori imperituri.<br />&nbsp;&nbsp;<br /><em>( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori ed esaurienti notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, La chiesa Sant&rsquo;Antonio abate a Moncucco di Olgiate Olona e il suo convento carmelitano, Varese, Pietro Macchione editore, 2013<br /><br /><span style="font-size: xx-small;">NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PU&Ograve; ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L&rsquo;AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL&rsquo;AUTORE</span></em></p> <p><em><br /></em></p> <p><strong><img src="../../upload/comune/olgiate5.jpg" alt="chiesa di Sant'Ambrogio, Olgiate Olona" title="chiesa di Sant'Ambrogio, Olgiate Olona" style="float: left; margin: 5px;" />Chiesa&nbsp;Sant&rsquo;Ambrogio</strong></p> <div> <p>La chiesa Sant&rsquo;Ambrogio di Olgiate Olona &egrave; fatiscente da secoli e non solo da decenni. Infatti, cadde definitivamente in rovina negli anni Cinquanta del Novecento, sicch&eacute; oggi si presenta ridotta ai muri perimetrali, privata delle originarie pertinenze adiacenti attestate dai documenti storici degli ultimi cinque secoli. Carteggi che attestano che gli olgiatesi mai si curarono di questo oratorio campestre, nonostante sia intitolato al patrono della diocesi ambrosiana che, come risulta dai documenti, in questa chiesa veniva festeggiato con una celebrazione non il 7 dicembre (anniversario della sua elezione a vescovo di Milano), ma il gioved&igrave; dopo Pasqua, nella festa del Transito di Sant&rsquo;Ambrogio (giorno della sua morte).<br />&nbsp;&nbsp;<br />Gi&agrave; nel 1568 l&rsquo;arcivescovo Carlo Borromeo proib&igrave; il culto in chiesa Sant&rsquo;Ambrogio, finch&eacute; non fosse restaurata; relazione e disegni redatti il 17 febbraio 1582 nella Visita pastorale dello stesso Borromeo indicano che (traduzione dal latino) Questo oratorio campestre dista dal paese mezzo miglio e rimane chiuso, eccetto quando il clero e il popolo giunge in processione per le Rogazioni, in occasione di Giubilei e per la festa di Sant&rsquo;Ambrogio; e sono attestati anche un podere attiguo e un piccolo cimitero antistante.</p> <p>&nbsp; &nbsp;</p> <p>Nel Seicento e nel Settecento il progressivo stato di degrado della chiesa Sant&rsquo;Ambrogio fu constatato e attestato dagli arcivescovi ambrosiani (tra cui i cardinali Federico Borromeo nell&rsquo;aprile 1603 e Giuseppe Pozzobonelli il 17 giugno 1753) e dai visitatori arcivescovili: ogni volta proibirono il culto nella chiesa - senza arredi e persino senza pietra consacrata dell&rsquo;altare - finch&eacute; non fosse restaurata; nel Settecento fu abbattuto il campanile. Ancora nel 1913 l&rsquo;arcivescovo Andrea Carlo Ferrari in Visita pastorale decret&ograve; di dotare l&rsquo;altare di pietra consacrata; il parziale restauro avvenne nel 1939 col parroco don Lorenzo Cazzani.<br />&nbsp; &nbsp;<br />Nella Storia di Olgiate Olona e nelle cronache la chiesa Sant&rsquo;Ambrogio fin&igrave; anche per il gravissimo fatto di sangue accaduto l&igrave; vicino il 1&deg; gennaio 1872: l&rsquo;assassinio del sindaco olgiatese Ottavio Prandoni (i due processi per tale omicidio sortirono diverse sentenze e un errore di giudizio divenuti clamoroso caso di giustizia ingiusta: impunito e a piede libero il reo confesso, tre imputati condannati ai lavori forzati dove morirono due di loro).<br />&nbsp; &nbsp;<br />Da secoli, gli olgiatesi poco frequentarono la chiesa Sant&rsquo;Ambrogio, eccetto tre occasioni: la festa del Transito di Sant&rsquo;Ambrogio, come detto; le Rogazioni (processioni serali nei tre giorni prima dell&rsquo;Ascensione con benedizione dei campi e recita delle Litanie minori) svoltesi fino agli anni Sessanta del Novecento (raggiungevano la cappella Santi Gervaso e Protaso al confine con Castellanza); la celebrazione di alcuni riti e la recita dell&rsquo;ufficio della Madonna fatta dagli aderenti alla Confraternita del Rosario fino al Novecento.<br />&nbsp;&nbsp;<br />Dal degrado della chiesa Sant&rsquo;Ambrogio &egrave; stata salvata la settecentesca pala dell&rsquo;altare: l&rsquo;affresco Sant&rsquo;Ambrogio di Biagio Bellotti staccato dalla parete del muro absidale nel 1994 e restaurato (a spese del Comune: per tale scopo appost&ograve; una somma gi&agrave; dal 1990) e collocato prima nella Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri, poi in chiesa San Gregorio magno. Alcuni benefattori privati da tempo progettano un meritorio e lungimirante restauro: sicch&eacute;, la storia della chiesa Sant&rsquo;Ambrogio non finisce qui&hellip;</p> <p><br /><em>( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto,&nbsp;Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus&nbsp;olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012<br /><br /><span style="font-size: xx-small;">NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PU&Ograve; ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L&rsquo;AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL&rsquo;AUTORE</span></em></p> </div> <p><em><br /></em></p>
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Comune di Olgiate Olona
   

Il paese è bagnato dal fiume Olona, che scorre nell'omonima valle. La città più vicina ad Olgiate Olona è Busto Arsizio, dal cui centro dista 3 km (da Varese comune capoluogo dista 25 km). Il comune di Olgiate Olona è diviso in tre "rioni": Centro, Gerbone e Buon Gesù. Ogni rione ha una scuola elementare e una propria chiesa con annesso oratorio. Il "Centro" è il rione più antico e vi si trovano la sede del municipio, la biblioteca comunale, la scuola media e la storica villa Greppi-Gonzaga.

   

Villa Greppi-Gonzaga, Olgiate OlonaVilla Greppi-Gonzaga è di proprietà comunale, da essa si ammira un bel panorama delle Prealpi e della pianura milanese; è un edificio risalente alla prima metà dell’Ottocento, costruito sull’area di una villa seicentesca di dimensioni molto più ridotte. Ad oggi, nel complesso di Villa Gonzaga, trovano posto una parte del Municipio di Olgiate Olona, le scuole elementari Ferrini, la biblioteca comunale, una casa di riposo, una cooperativa, il campo di atletica leggera (che utilizza la lavanderia come piccola palestra) e un grande parco. Le restanti parti dell’edificio sono abbandonate.

   

A partire dalla metà Ottocento, il crescente sviluppo economico sottrasse la quasi totalità delle persone dal lavoro dei campi per impiegarle nelle manifatture tessili che sorgevano lungo l'Olona. A memoria dell'antico trascorso agricolo, restano alcune aziende particolarmente attive nella coltivazione e commercializzazione di piante ornamentali e da frutta.

   
Alcune testimonianze archeologiche, venute alle luce agli inizi del nostro secolo ricordano di due necropoli presumibilmente di età romana. Olgiate Olona fu durante il Medioevo centro di riferimento religioso e amministrativo, prima all'interno del contado del Seprio, e dal 1395 nel Ducato di Milano. Dopo la distruzione di Castelseprio, nel 1287, durante le lotte tra i Visconti e i Della Torre, gli olgiatesi vennero a dipendere per la giustizia criminale da Gallarate.

   
Numerosi resti testimoniano l'esistenza di un insediamento romano: una necropoli gallo-romana con fittili e ferri, monete di Lucio Vero (imperatore dal 161 al 169), spade, punte di lance, morsi e striglie. A cento metri dal centro del paese, nel mezzo della Valle Olona, scavando nella sabbia poco lontano dal letto del fiume si rinvennero a circa un metro e mezzo di profondità avanzi di un pavimento ciottolato di grossi travi squadrati e ferri falcati che indicavano la presenza di costruzioni di epoca remota. Resti di tombe romane furono rinvenuti nel 1900 nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, mentre cocci e ossa umane databili alla tarda età romana (III-IV secolo dopo Cristo) furono trovati nel Seicento in seguito a lavori di scavo e di sotto delle fondazioni. Nel 1900 a valle della chiesa parrocchiale furono dissepolte parecchie urne funerarie, consistenti in anfore peduncolate che contenevano ossa calcinate e vasi fittili. Le anfore scomparvero e con esse le testimonianze di una necropoli romana a Olgiate.
Nel letto del fiume, nel 1903, si rinvenne poi un'iscrizione barbarica che ricorda la distruzione di Como. Oggi è custodita al Museo archeologico di Milano.
   
Nel borgo originario era sito anche un bellissimo castello, ancora in piedi nel XII secolo. Le planimetrie sette-ottocentesche che rappresentano un abitato ancora a forma anulare fanno pensare a fortificazioni con fossati e palizzate.
Restano in via Tovo e via san Genesio interessanti esempi di edifici rurali medioevali.

   
Presso la sede del Comune di Olgiate Olona è attiva una Biblioteca specializzata in Storia dell'Arte e della Musica, ricca di circa 15.000 volumi, raccolti da Guido Ceriotti nell'arco di sessant'anni e destinata alla pubblica consultazione, nell'intento di mettere a disposizione della cittadinanza, ma anche di tutti gli studiosi, un valido strumento di cultura, di educazione e di lavoro.


A Olgiate Olona si trovano infine:

chiesa prepositurale dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo, Olgiate OlonaPrepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri

La Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona“ è la chiesa madre” dell’annuncio e della diffusione del Vangelo in Valle Olona e nel territorio circostante; trasuda e tramanda la prestigiosa Storia di fede e arte delpopulus olgiatensis ed è l’esito di vari rifacimenti, abbellimenti, restauri avvenuti nella chiesa invernale Santo Stefano protomartire (di cui l’attuale tempio conserva i pilastri sotto le prime sei colonne; il muro della facciata è spinapesce, tecnica costruttiva medioevale) già nel V secolo sede della Pieve ecclesiastica esistente da tempo immemorabile. Nonostante i reiterati inviti dei vertici ecclesiastici, a Olgiate Olona il clero e la popolazione - in larga parte contadini e poveri - nei secoli assicurarono ben poco decoro alla chiesa Santo Stefano protomartire che all’indomani della traslazione della sede della Pieve ecclesiastica (4 aprile 1583) si presentava degradata e fu riparata usando i ruderi dell’antica chiesa estiva San Lorenzo, tempio coevo che le sorgeva accanto. Ai lavori di miglioria avvenuti nel Settecento e Ottocento eseguiti per adeguare il culto alle esigenze del crescente numero di fedeli, nel Novecento seguirono due ampliamenti e due consacrazioni effettuate da arcivescovi ambrosiani oggi Beati: il 27 agosto 1918 Andrea Carlo Ferrari, il 18 aprile 1936 Alfredo Ildefonso Schuster. Oggi la Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri presenta un volto omogeneo all’esterno (eccetto il pronao: edificato negli anni Cinquanta del Novecento stravolgendo la facciata realizzata nel 1784-1785) grazie alle linee architettoniche progettate per il secondo ampliamento dall’architetto milanese Ugo Zanchetta e all’interno (eccetto la cappella Madonna del Rosario) grazie alle opere pittoriche eseguite dal 1943 al 1946 dall’artista comasco Torildo Conconi (1909-1988). La zona absidale - rinnovata nel 1973 secondo le norme liturgiche del Concilio ecumenico Vaticano II - accoglie l’altare maggiore - disegnato nel 1810 dal celebre architetto milanese Pietro Pestagalli (1776-1853), spostato due volte, rinnovato in parte - con due statue dello statuario ravennate Gaetano Monti; sulla parete di fondo la tela Martirio di Santo Stefano, su quella di sinistra la tela LaConversione di Saulo. La cappella Madonna del Rosario (edificata nel 1525 dagli Olgiatesi come ex voto per ringraziare la Vergine dopo la peste “terribile” del 1524, ampliata a pianta ottagonale alla fine del XVIII secolo; riportata allo splendore originale col restauro del 2007-2008) è il luogo sacro più caro al populus olgiatensis e presenta: nella volta policromi e monocromi ispirati alla gloria della Madonna e di Gesù eseguiti nel 1784-1785 dal bustocco Biagio Bellotti (1714-1789); sulle pareti monocromi ispirati ai misteri del Rosario e un trittico con allegorie; l’altare in marmi policromi costruito nel 1799 con una nicchia che accoglie il prezioso e venerato simulacro ligneo secentesca della Madonna del Rosario e tre statue dello statuario Geremia Pruvini collocate nel 1877; sulle pareti dell’arco di ingresso i resti delle pitture eseguite nel 1525 da Giovanni Bellino Crespi. Nella cappella battistero il fonte battesimale in granito rosso è quello realizzato da Giovanni Maria Giudici di Saltrio nel 1572. Nella balconata a sinistra dell’altare maggiore è ubicato l’antico organo a canne del XIX secolo restaurato nel 2001. La Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona è affiancata dall’ottocentesco campanile torre civica a guglia la cui cella campanaria ospita sei campane fuse nel 1864 dalla celeberrima fonderia Felice Bizzozero di Varese, una delle quali rifusa nel 1950 dalla fonderia Ottolina di Seregno.
   
( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori ed esaurienti notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012
   
NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PUÒ ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L’AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL’AUTORE

    

chiesa di San Gregorio Magno, Olgiate OlonaChiesa San Gregorio magno “al lazzaretto”

La chiesa San Gregorio magno “al lazzaretto” di Olgiate Olona ha oggi un volto rinnovato grazie ai recenti restauri conservativi eseguiti nel 2011 all’esterno e nel 1998 all’interno; ma le sue pietre e i suoi lineamenti architettonici sono più antichi: infatti, trentadue decenni di storia caratterizzano questo luogo di culto caro ai fedeli olgiatesi.

La storia della chiesa San Gregorio magno evidenzia tre tratti caratteristici: il mistero della morte e della sofferenza umana; il culto eucaristico; l’educazione della gioventù. Il mistero della morte e della sofferenza, perché la chiesa, benedetta nell’aprile 1688, non sorse su un lazzaretto (adibito al ricovero di persone appestate), bensì fu edificata grazie al conte Giuseppe Besozzi che donò il terreno per erigere un oratorio laddove oltre mezzo secolo prima furono sepolti gli olgiatesi morti a causa della pestilenza del 1631. A Olgiate Olona la peste bubbonica (evocata da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi) fu assai peggiore della “peste terribile” del 1524 e portò alla tomba un quarto della popolazione. Un secolo dopo la costruzione del tempio, quando fu interrotta l’usanza di seppellire i defunti dentro le chiese o nei cimiteri e sepolcreti attigui, nel 1783 il sepolcreto della chiesa San Gregorio magno e l’area adiacente - il “foppone” di San Gregorio (compresa tra le attuali vie Isonzo e Brennero) - divennero l’unica area adibita a sepoltura; nel 1785 un “foppone” fu creato in frazione Buon Gesù per i residenti di quel rione. A seguito delle disposizioni degli imperatori d’Austria Maria Teresa e Giuseppe II e dell’editto di Saint-Cloud (1804) che imposero di seppellire i defunti lontano da chiese e abitazioni, nel 1824 il“foppone” di San Gregorio, già ubicato fuori dell’abitato, diventò il primo e unico cimitero di Olgiate Olona; il 4 settembre 1824 la prima tumulazione che “inaugurò” il camposanto fu quella di don Giulio Redaelli, parroco dal 1790 al 3 settembre 1824. Il“foppone” di San Gregorio fu ampliato nel 1866 e fu utilizzato fino alla creazione del cimitero civico di viale Gonzaga ancora oggi in uso: l’ultima sepoltura avvenne il 26 dicembre 1908; la soppressione del vecchio cimitero fu deliberata il 7 ottobre 1933 e iniziò la traslazione di alcuni resti di defunti e monumenti; l’esumazione totale e la ripulitura del “foppone” non fu operazione breve e terminò nei primi anni Cinquanta del Novecento (sull’area sorsero poi palazzine di edilizia popolare ancora oggi esistenti). Quanto alla sofferenza, in chiesa San Gregorio magno da sempre fu presente una statua lignea della Madonna addolorata (la cui festa liturgica è celebrata il 15 settembre) venerata dagli olgiatesi nei momenti del dolore e della prova. Fu così a settembre 1884: il parroco don Pietro Colombo espose per tre giorni in chiesa Santo Stefano il simulacro dell’Addolorata per invocare la liberazione dal contagio; Olgiate Olona fu risparmiata dalla peggiore epidemia di colera in Italia nell’Ottocento. Fu così a settembre 1942: mentre infuriava la “bufera” della seconda guerra mondiale, le mamme e le spose dei soldati portarono in processione l’Addolorata per implorare la pace; e, fatto voto alla Vergine, a guerra finita le donne delle associazioni cattoliche regalarono il nuovo simulacro ligneo proveniente dalla Val Gardena. È così ogni anno a maggio, mese mariano: una sera della settimana i fedeli recitano il Rosario nella chiesa. Il secondo tratto caratteristico nella storia della chiesa San Gregorio magno di Olgiate Olona è il culto eucaristico. Il tempio fu scelto come luogo di preghiera dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Olgiate Olona eretta canonicamente nel 1604 che per secoli e fino a metà del Novecento si riunì nel tempio a pregare con la liturgia delle ore (i vespri delle festività, l’ufficio della Madonna e dei defunti) e il Rosario. Ciò spiega l’iconografia visibile in San Gregorio magno fino a quando fu restaurata nel 1998: nella volta absidale le iscrizioni“Adoramus Christum benedicimus tibi” (“Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo”) e un ostensorio col Santissimo Sacramento appoggiato su un velo rosso che aleggia in un cielo azzurro con nuvoloni bianchi (nel 1998 coperto con una colomba); nel catino absidale i simboli delle tre virtù teologali (calice e patena per la fede; àncora per la speranza; cuore da cui sgorgano sangue e acqua per la carità; nel 1998 coperti con tre medaglioni sempre coi simboli delle virtù teologali); nella volta della navata un agnello con croce (simbolo di Gesù “agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”) seduto sopra un messale che aleggia tra le nubi del cielo (unico dipinto mantenuto nel 1998). La Confraternita del Santissimo Sacramento si preoccupò pure della manutenzione della chiesa - sentita come “propria“, giacché usata da secoli per pregare - e finanziò l’installazione di tre campane fuse dalla ditta Barigozzi di Milano: benedette il 2 febbraio 1905 dal parroco don Francesco Basilico, scamparono alle requisizioni di bronzo avvenute durante la seconda guerra mondiale. Il terzo tratto caratteristico nella storia della chiesa San Gregorio magno di Olgiate Olona è l’educazione della gioventù. Grazie all’impegno del parroco don Pietro Colombo, il tempio accolse l’oratorio festivo dal 1875 al 2 febbraio 1881, quando l’oratorio femminile traslocò nei locali dell’asilo privato di via del Pozzo fondato dal sacerdote e gestito dalle suore. L’educazione della gioventù fu potenziata quando il principe Emanuele Gonzaga, sindaco di Olgiate Olona dal 1890 al 1896, regalò un terreno adiacente alla chiesa San Gregorio magno dove nel 1901 il parroco don Francesco Basilico inaugurò il nuovo “oratorio festivo per i figliuoli” definito “vera provvidenza per la gioventù e per una parrocchia”. Premesso che a San Gregorio magno è intitolata la Comunità pastorale costituita nel 2008 (riunisce le tre parrocchie di Olgiate Olona), in concomitanza col mercato cittadino che si tiene sulla piazza adiacente la chiesa San Gregorio magno è aperta ogni martedì mattina e viene celebrata la messa alle ore 8.30. Dal 2009 il decoro e la pulizia della chiesa sono garantiti dal Gruppo Alpini di Olgiate Olona che ha realizzato il coro ligneo (dove è incastonata una reliquia del Santo) e che nel tempio periodicamente prega per le proprie intenzioni e per le “penne nere che sono andate avanti”.
    

( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012
    
NESSUNA PARTE DI QUESTO TESTO PUÒ ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA, IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO, SENZA L’AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL’AUTORE

   

chiesa di s. Antonio Abate e Monastero dei Carmelitani, Olgiate OlonaChiesa Sant'Antonio abate a Moncucco

La chiesa Sant’Antonio abate a Moncucco (“Moncucco” evoca non un monte, ma un cocuzzolo: chiesa e monastero sovrastano la valle dell’Olona) di Olgiate Olona fu edificata nel Cinquecento dai Carmelitani dell’antica osservanza con un piccolo convento attiguo; esisteva pure un cimitero, visibile ancora nel 1689. Dopo che a ottobre 1652 papa Innocenzo X decretò la soppressione dei piccoli conventi, il convento di Moncucco ( “in loco Monguccij seu Moncucchi” ) da sempre caratterizzato dalla condotta assai discutibile dei pochi religiosi in esso dimoranti (osservanza e regole monastiche nulle, attriti col clero locale) fu chiuso il 30 maggio 1653 dall’arcivescovo Alfonso Litta. Chiesa, convento e relativi beni furono eretti in commenda (un ecclesiastico ne percepiva le rendite) e il complesso conobbe rinnovato splendore dal 1670, quando beneficiario divenne monsignor Carlo Bozolo (a Milano canonico prima della basilica San Nazaro di Milano e dal 1675 del Duomo) che impreziosì la chiesa erigendo la cappella del Crocifisso, migliorò culto e arredi, garantì un’amministrazione efficiente. Ritornata alla parrocchia Santo Stefano nel Settecento, geograficamente e pastoralmente strategica (per custodire l’Eucaristia da portare ai moribondi residenti in questa frazione del paese lontana e soprattutto in inverno difficilmente raggiungibile), la chiesa Sant’Antonio abate fu abbellita a fine dell’Ottocento: nel 1864 la campana della fonderia Bizzozero di Varese (rifusa nel 1883 dalla fonderia Crespi di Crema), nel 1889 il pronao, nel 1890 l’altare maggiore. Nella chiesa di Moncucco il culto e la devozione - legati a Sant’Antonio abate (la statua lignea venerata è del XVIII secolo) e alla Beata vergine Maria del Monte Carmelo (Madonna del Carmine: patrona dei Carmelitani) - furono impreziositi dalla Festa del Santo Sepolcro (o della Santa Croce) nata nel 1886 “in seguito a desiderio di diversi devoti che si onorasse il S.° Crocefisso” (simulacro del XVII secolo custodito e venerato in chiesa con altri due: Gesù morto del XVIII secolo; Pietà del XIX secolo, opera della celeberrima “Fratelli Bertarelli” di Milano), celebrata alla domenica “delle palme”; dopo che nel 1936 l’arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster cambiò nome (Festa della Pietà) e data (domenica dopo Pasqua), si portò in processione solo la Pietà. Dal 2013 la Festa del Santo Sepolcro è valorizzata traslando i tre simulacri nella Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri alla prima domenica di Quaresima e poi portandoli in processione per le vie del paese la domenica “delle palme”. Gli affreschi nella chiesa presentano: nella fascia alta una Annunciazione vicino all’arco dell’altare maggiore e sulle pareti figure e simboli che evocano gli attributi mistici della Madonna; sulle pareti nella fascia bassa decorazioni, San Carlo Borromeo, Santa Barbara. Nell’altare ligneo della cappella Beata vergine Maria del monte Carmelosono incastonate due tele raffiguranti la Beata Caterina Moriggi da Pallanza e la Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio. Col tempo la chiesa Sant’Antonio abate cadde nel degrado e a poco valsero alcuni lavori eseguiti nei primi due decenni del Novecento; nel 1939 l’arcivescovo Schuster suggerì un restauro, ma sugli Olgiatesi gravavano i debiti del secondo ampliamento della Prepositurale; il restauro fu eseguito nel 1955 (facciata sistemata occultando gli affreschi esistenti e rimodulando le linee architettoniche del pronao) e il tempio fu riaperto al culto a beneficio dei residenti nel rione con la celebrazione di una messa festiva (abolita nel 2004, perché partecipata sempre meno dai residenti e sempre più per comodità d’orario). Nella seconda metà del Novecento nell’ex convento i proprietari ricavarono abitazioni, mentre la chiesa Sant’Antonio abate fu oggetto di lavori e abbellimenti: nel 1957 nuova statua della Madonna del Carmine; nel 1971 riparazioni al tetto, nel 1989 nuove porte, nel 1994 deciso restauro per tetto, campanile, cappelle laterali. La chiesa Sant’Antonio abate, curata prima dalla Fabbriceria e poi da alcuni volontari, poco considerata dagli studiosi e solo dai più attenti indicata tra gli unici siti storico-artistici di interesse turistico presenti a Olgiate Olona, ogni anno torna a brillare. Il 17 gennaio alla festa patronale grazie a un tenace gruppo di volontari che promuove un programma di eventi che armonizzano sacro e profano e riscuotono apprezzamento e partecipazione: al mattino messa solenne con benedizione del pane di Sant’Antonio e bacio della reliquia del Santo, nel pomeriggio vespri solenni seguiti da benedizione degli animali e falò per i bambini, alla sera concerto e falò di Sant’Antonio. Si è già detto della Festa del Santo Sepolcro. A maggio, mese mariano, in chiesa Sant’Antonio abate una sera a settimana si recita il Rosario. Il 16 luglio è la festa liturgica della Madonna del Carmine: in passato solenne, ora si celebra una messa serale. La chiesa Sant’Antonio abate a Moncucco testimonia che gli olgiatesi non dimenticano Storia, tradizioni e gesti di fede ereditati dalle generazioni che li hanno preceduti: le migliorano, perché tramandano nel tempo valori imperituri.
  
( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori ed esaurienti notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, La chiesa Sant’Antonio abate a Moncucco di Olgiate Olona e il suo convento carmelitano, Varese, Pietro Macchione editore, 2013

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chiesa di Sant'Ambrogio, Olgiate OlonaChiesa Sant’Ambrogio

La chiesa Sant’Ambrogio di Olgiate Olona è fatiscente da secoli e non solo da decenni. Infatti, cadde definitivamente in rovina negli anni Cinquanta del Novecento, sicché oggi si presenta ridotta ai muri perimetrali, privata delle originarie pertinenze adiacenti attestate dai documenti storici degli ultimi cinque secoli. Carteggi che attestano che gli olgiatesi mai si curarono di questo oratorio campestre, nonostante sia intitolato al patrono della diocesi ambrosiana che, come risulta dai documenti, in questa chiesa veniva festeggiato con una celebrazione non il 7 dicembre (anniversario della sua elezione a vescovo di Milano), ma il giovedì dopo Pasqua, nella festa del Transito di Sant’Ambrogio (giorno della sua morte).
  
Già nel 1568 l’arcivescovo Carlo Borromeo proibì il culto in chiesa Sant’Ambrogio, finché non fosse restaurata; relazione e disegni redatti il 17 febbraio 1582 nella Visita pastorale dello stesso Borromeo indicano che (traduzione dal latino) Questo oratorio campestre dista dal paese mezzo miglio e rimane chiuso, eccetto quando il clero e il popolo giunge in processione per le Rogazioni, in occasione di Giubilei e per la festa di Sant’Ambrogio; e sono attestati anche un podere attiguo e un piccolo cimitero antistante.

   

Nel Seicento e nel Settecento il progressivo stato di degrado della chiesa Sant’Ambrogio fu constatato e attestato dagli arcivescovi ambrosiani (tra cui i cardinali Federico Borromeo nell’aprile 1603 e Giuseppe Pozzobonelli il 17 giugno 1753) e dai visitatori arcivescovili: ogni volta proibirono il culto nella chiesa - senza arredi e persino senza pietra consacrata dell’altare - finché non fosse restaurata; nel Settecento fu abbattuto il campanile. Ancora nel 1913 l’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari in Visita pastorale decretò di dotare l’altare di pietra consacrata; il parziale restauro avvenne nel 1939 col parroco don Lorenzo Cazzani.
   
Nella Storia di Olgiate Olona e nelle cronache la chiesa Sant’Ambrogio finì anche per il gravissimo fatto di sangue accaduto lì vicino il 1° gennaio 1872: l’assassinio del sindaco olgiatese Ottavio Prandoni (i due processi per tale omicidio sortirono diverse sentenze e un errore di giudizio divenuti clamoroso caso di giustizia ingiusta: impunito e a piede libero il reo confesso, tre imputati condannati ai lavori forzati dove morirono due di loro).
   
Da secoli, gli olgiatesi poco frequentarono la chiesa Sant’Ambrogio, eccetto tre occasioni: la festa del Transito di Sant’Ambrogio, come detto; le Rogazioni (processioni serali nei tre giorni prima dell’Ascensione con benedizione dei campi e recita delle Litanie minori) svoltesi fino agli anni Sessanta del Novecento (raggiungevano la cappella Santi Gervaso e Protaso al confine con Castellanza); la celebrazione di alcuni riti e la recita dell’ufficio della Madonna fatta dagli aderenti alla Confraternita del Rosario fino al Novecento.
  
Dal degrado della chiesa Sant’Ambrogio è stata salvata la settecentesca pala dell’altare: l’affresco Sant’Ambrogio di Biagio Bellotti staccato dalla parete del muro absidale nel 1994 e restaurato (a spese del Comune: per tale scopo appostò una somma già dal 1990) e collocato prima nella Prepositurale antica Collegiata Santi Stefano e Lorenzo martiri, poi in chiesa San Gregorio magno. Alcuni benefattori privati da tempo progettano un meritorio e lungimirante restauro: sicché, la storia della chiesa Sant’Ambrogio non finisce qui…


( A CURA DI ALBERTO COLOMBO ) Ulteriori notizie storiche nel volume: COLOMBO Alberto, Storia della Prepositurale Santi Stefano e Lorenzo martiri di Olgiate Olona e storie inedite del populus olgiatensis, Varese, Pietro Macchione editore, 2012

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Villa Greppi-Gonzaga Chiesa prepositurale dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo Chiesa prepositurale dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo Chiesa di San Gregorio Magno Chiesa di S. Antonio Abate e Monastero dei Carmelitani Chiesa di S. Antonio Abate e Monastero dei Carmelitani Chiesa San Giuseppe, Buon Gesu' Monumento al disastro aereo del 26 Giugno 1959 Monumento al disastro aereo del 26 Giugno 1959



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